Pubblicato da Apdg il 5 Luglio 2016

Trota Iridea (Oncorhynchus mykiss)

La trota iridea non ha origine dai fiumi italiani, ma è stata importata dal Nord America alla fine del XIX secolo per gli allevamenti intensivi, date le sue ottime carni.

Questa trota vive normalmente anche in acque calde e lente, con scarsa ossigenazione, per questo si adatta benissimo ai nostri corsi d’acqua.

Rispetto ad altre trote cresce molto rapidamente: dopo un anno raggiunge i 20 cm e risponde con forza una volta catturata con la lenza.

Il corpo del pesce è fusiforme, slanciato, leggermente compresso e di altezza compresa circa 5 volte nella lunghezza totale.

Il peduncolo caudale è robusto e la coda è leggermente forcuta, ha lobi molto marcati e margine posteriore lievemente concavo.

La testa è conica, la sua lunghezza è compresa circa 5 volte nella lunghezza totale, con muso ottuso.

La bocca è ben sviluppata, più piccola delle altre trote, ha posizione terminale ed è leggermente obliqua verso l’alto.

Il mascellare si estende indietro fino a raggiungere il margine posteriore dell’occhio o poco più.

La livrea della trota iridea è punteggiata fin sulla coda di macchioline nere, ha riflessi multicolori con predominio di verde, viola, azzurro.

Dall’opercolo al peduncolo caudale si osserva una fascia più o meno alta, estesa, di tonalità rosata o purpurea, che diviene più intensa durante il periodo riproduttivo.

Sulla linea laterale si contano da 135 a 150 squame, più fini di quelle della fario. 

L’alimentazione comprende piccoli invertebrati, larve di insetti e piccoli pesci.

Non ci sono prove scientifiche che essa si riproduca in natura nelle nostre acque; gli esemplari presenti sono per la maggiore fuoriusciti dalle troticolture per motivi vari.


Zone di pesca in cui sono presenti più esemplari:

Misura minima: 20 cm

Periodo di cattura: dal giorno di apertura al giorno di chiusura della stagione di pesca